giovedì 1 gennaio 2015

RICORRENZA.


Quella mattina si presentò all'appuntamento puntuale come era solito fare, anzi con qualche minuto di anticipo.
L'aspettò appoggiato ad una pianta, lungo il viale alberato.
La scorse in lontananza. Era il loro primo incontro dopo essersi sentiti svariate volte per chat e telefono.
L'avrebbe riconosciuta tra mille.
Passo sicuro, svelto e testa bassa, che faceva trasparire un pò d'imbarazzo per la situazione alquanto insolita per entrambi.
Si avvicinò e senza proferire parola lo abbracciò. Un lungo ed intenso abbraccio che riscaldò entrambi, nonostante la fredda mattinata d'inverno.
Non servivano parole, bastavano i loro sguardi per dire tutto.
Avevano atteso lungamente quel momento e non desideravano altro che fondersi in quel contatto tanto semplice quanto pieno di significati.
Da allora sembra passato un secolo, in realtà non non è così.
Si dice che il tempo sia relativo, il tanto o poco difficilmente quantificabile, ma certe mancanze le misuri anche dal passare dei secondi.


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