domenica 27 aprile 2014

Due cuori ed una capanna.

Fuori dalla sua gabbia passavano incuriosite decine di persone ogni giorno, tutte festanti e rumorose. Lo additavano divertite ed i bambini gli gettavano cibo a volontà, come se quella potesse essere la sua principale preoccupazione.
Mangiava poco, sempre meno dal giorno che la sua compagna lo lasciò.
Erano stati anni di felice convivenza, anche se costretti in quella gabbia, ma era la loro "casa".
Quando lei con fare affettuoso gli comunicò che a breve sarebbe stato padre, fu immensamente felice e quasi dimenticò il suo stato di prigioniero forzato. Furono giorni di trepidante attesa, quelli che lo separavano dal lieto evento.
La notte del parto ci furono delle complicazioni ed il guardiano, ubriaco come al solito, arrivò tardi, troppo tardi e lei con i due suoi cuccioli perirono.
La rabbia fu tale che Bear assalì l'uomo e con una decisa zampata gli recise la carotide.
All'inizio il direttore voleva abbatterlo perchè ritenuto pericoloso, ma essendo un'attrazione importante per lo zoo, si decise d'incatenarlo e monetizzare la cosa a suo favore.
Ora stava seduto in un angolo senza muoversi, il suo sguardo era triste e fisso a scrutare l'infinito. Era pervaso da una sensazione di vuoto e solo i ricordi lo mantenevano in vita.

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