lunedì 5 agosto 2013

Roma, lunedì 5 agosto, ore 5,45.

Fuori era ancora buio. Finì di fare la valigia mentre la moglie ancora dormiva. La guardò un'ultima volta mentre si rigirava nel letto.
Passò nella camera dei figli, baciò prima l'uno, poi l'altra. Sapevano di buono. Pensò che non ci fosse niente di più bello di due bambini assopiti nei loro sogni, due anime ingenue, ancora ignare delle sofferenze della vita. Si vestì frettolosamente bevendo un caffè ormai diventato freddo.
Udì il rumore dei passi dietro la sua porta. Aprì evitando che l'uomo potesse suonare il campanello. Erano due, in divisa, giovani e riguardosi.
" Ministro, dobbiamo andare prima che faccia giorno altrimenti la gente potrebbe vederla. Il magistrato ci aspetta."



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