sabato 29 giugno 2019

Le affinità nascono senza chiedere permesso.



Sei entrata nella mia vita come una brezza di vento marino sollevando la polvere che negli anni si era accumulata sul mio cuore.
Con delicatezza hai baciato i miei pensieri e condiviso molte risate.
Hai abbracciato le mie paure e sei stata compagna nei giorni più bui.
Ora che non ci sei più nulla ha più senso.
Non sono stato capace di ascoltarti fino in fondo.
Non ho raccolto le tue grida di dolore.
Mi sono crogiolato nella mia sofferenza sordo e cieco.
Ora sfoglio l’album dei ricordi in cerca dei momenti in cui stavo bene, quando mi rendevi felice facendomi sentire parte dell’universo.
Mi è sempre bastato poco, il tutto eri tu.






Come si affronta una delusione?
Per me spesso resta una ferita aperta, la mia mente non riesce a cicatrizzare i ricordi.
Sono stato rimproverato perché dovrei lasciarmi il passato alle spalle, addirittura mi è stato detto che non è giusto avere ricordi mentre hai una nuova relazione.
Io sono così, non cancello nulla.
Non sono capace di buttare neanche vecchi oggetti in disuso, come potrei farlo con le persone?
Sono diverso, probabilmente unico, ma davvero così sbagliato?
Il mio rimpianto maggiore è di non essere in grado di trasmettere fino in fondo i miei sentimenti.
Forse non suscito abbastanza fiducia.
Mi interrogo continuamente nelle mie notti insonni.
Dove sbaglio?
Cosa sbaglio?
Probabilmente nulla o forse tutto.
Potrebbe essere che alcune persone siano nate per restare sole e non trovare mai la mezza mela.
Io però non voglio desistere, voglio credere che ci sia un futuro diverso, una vita da passare mano nella mano, abbracciati nei momenti difficili, trovare conforto quando tutto ti sembra ostile.





Ti amoro.


Per scherzare ti ho detto che hai una brutta voce.
A dire il vero non ho mai sentito suono più gradevole.
Aspetto ore solo per sentirti quei pochi attimi rubati al tuo quotidiano.
Ci sono emozioni che ognuno di noi meriterebbe di vivere almeno una volta nella vita.
Se solo potessi sentire ciò che provo capiresti quanto sia dura non poterti vedere.
Non desidero una persona qualunque ma te, l’unica tra tutte.





Oggi pensavo che mi meriterei proprio una vita.


 Sbandierare fieramente di sentirsi libera, incurante che il senso della parola non dovrebbe essere quello di fare tutto ciò che passa per la mente a discapito dei sentimenti altrui, ma di poter vivere serenamente la propria vita e quella di coppia.
Ti dissi di amarti e rispondesti freddamente cambiando discorso.
A chi non farebbe male un simile atteggiamento ?
La parola “Noi” riecheggia nella mia mente. Ogni mio gesto è rivolto pensando a te.
Sogno oppure mi sto solo illudendo?
In amore non ci possono essere regole predefinite. Ogni relazione è unica, come le persone che la vivono, però una cosa dovrebbe essere basilare; il rispetto. Da qui nasce tutto. È fondamento di qualsiasi rapporto.
Cantanti e poeti si sono cimentati nell’impresa di narrare storie d’amore. Anche io ci ho provato, non per insegnare qualcosa a qualcuno ma per chiarirmi, se mai ci fosse bisogno, le idee.
Forse rileggendomi troverò risposta alle mie domande e ai tuoi silenzi.




L’isola dei giocattoli difettosi.


Mi hai raccolto da uno scaffale impolverato e tra tanti mi hai scelto.
Mi hai fatto sentire importante e dato la speranza di poter avere una seconda possibilità.
Ho cullato un sogno, probabilmente più grande di me.
Forse la fantasia o il mio desiderio hanno avuto il sopravvento sulla realtà.
Devo aver mal interpretato il tuo gesto caritatevole.
Tu volevi un compagno di giochi, un amico, un confidente, mentre io qualcuno che mi salvasse dalla mia vita.
Non riesco a scrollare di dosso la malinconia ed il rimpianto per qualcosa che non è.







Seduto su una panchina della stazione, ansioso e fremente, sento crescere la voglia di vederti.
In modo ripetitivo l’occhio cade sull'orologio ed il ticchettio delle lancette accompagna la mia solitudine.
Continuo guardare la locandina con gli orari e mi dico che sarà per il prossimo, poi quello dopo e così il tempo scorre inesorabile.
Cerco di motivare la mia attesa trovando delle giustificazioni più o meno plausibili.
La verità è una sola, chi non si prende cura di te non ti merita.
Chi ti ama non ti nasconde, anzi, è orgoglioso di far sapere al mondo che sei suo.
Anche questa volta non hai mantenuto la promessa.
Come sempre ti ho attesa per ore, per giorni, per mesi.
Io resto fermo su quella panchina aspettando un treno che non passerà mai.





Randagio.

Ci ho provato, Dio sa quanto io ci abbia provato.
Sono stato sempre me stesso. Sincero su tutto, disponibile ed aperto.
Ho fatto in modo che tu potessi raggiungermi a tuo piacimento.
Non ti ho mai negato affetto e mai ho lesinato parole dolci.
Mai a nessuno prima avevo aperto il mio cuore così, con tanta forza e determinazione.
Odio perdere. Soprattutto quando ci credi davvero. Quando pensi di poter ripartire.
Forse sarebbe il caso che due domande me le facessi. Se non ho una relazione e se nessuna donna ha interesse a condividere un progetto di vita vorrà pur dire qualcosa?
Domanda retorica certo. È evidente che esiste un problema.
Io sono il problema.